Alpino rapinato e lasciato a terra nei carruggi: arrestati tre minorenni dopo l’indagine sui video

La vittima era arrivata a Genova per l’Adunata nazionale degli Alpini. Aggredita in vico Vegetti, ha riportato una frattura alla mascella e una prognosi di 40 giorni

Tre minorenni stranieri sono stati arrestati dalla polizia di Stato perché ritenuti presunti responsabili della rapina aggravata avvenuta nel centro storico di Genova durante l’Adunata nazionale degli Alpini. La Squadra mobile ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare richiesta dalla Procura per i minorenni ed emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni.

L’episodio risale al 9 maggio. La vittima, arrivata in città per partecipare all’Adunata, si trovava in vico Vegetti quando sarebbe stata bloccata da quattro giovani. Secondo la ricostruzione investigativa, il gruppo le avrebbe sbarrato la strada, per poi aggredirla e colpirla con un pugno al volto. L’uomo era stato lasciato a terra, tramortito, dopo che gli erano stati sottratti il portafogli e un coltellino multiuso dalle tasche dei pantaloni.

Le conseguenze dell’aggressione erano state pesanti: la vittima aveva riportato una frattura scomposta alla mascella, con una prognosi di 40 giorni. Da quel momento erano partite le indagini della Sezione Contrasto al Crimine Diffuso della Squadra mobile, che ha lavorato soprattutto sull’analisi dei filmati e sugli accertamenti nei confronti di gruppi di giovani abituali frequentatori del centro storico.
Gli investigatori hanno ricostruito i movimenti dei presunti responsabili, verificando anche i controlli nelle strutture di accoglienza e predisponendo servizi mirati di osservazione sul territorio. L’attività avrebbe consentito di individuare tre dei giovani coinvolti, definendo anche i ruoli assunti durante l’aggressione e il momento del loro rientro nelle comunità.
I tre minorenni sono stati rintracciati questa mattina. Durante la stesura degli atti, uno di loro è stato anche denunciato per ricettazione perché trovato in possesso di uno smartphone risultato rubato. Tutti sono stati trasferiti all’Istituto penale per i minorenni di Torino, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
La posizione dei singoli indagati è ora al vaglio della Divisione Anticrimine per le eventuali misure di prevenzione previste.
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